Dal 1962
Non è nostalgia. È il motivo per cui sappiamo dove mettere gli ombrelloni quando cambia la corrente, quali file si allagano con lo scirocco e a che ora il pino fa ombra sulla fila F.
1962
Ottanta ombrelloni e un chiosco
Nonno Ilario prende in concessione un tratto di spiaggia e ci pianta ottanta ombrelloni comprati usati a Cesenatico. Il chiosco vende gazzosa, ghiaccioli e sale per le pesche di vongole.
1971
Le cabine, e il quaderno
Arrivano le prime diciotto cabine con la porta a righe. La domanda supera l'offerta dal primo giorno: nasce il quaderno della lista d'attesa, che usiamo ancora.
1984
La cucina prende sul serio
Rosanna entra in cucina e smette di friggere soltanto. Il fritto misto resta, ma accanto compaiono i passatelli in brodo di pesce e la zuppa inglese di sua madre.
1997
La mareggiata
A dicembre il mare porta via la terrazza e metà delle cabine. Riapriamo a maggio, in tempo, grazie a diciotto famiglie di clienti che sono venute a spalare.
2011
La seconda generazione
Marco e Chiara prendono in mano lo stabilimento. Cambiano poco: le tende tornano bordeaux come nelle foto del '62, e la carta dei vini smette di essere una lista di due righe.
2026
Sessantaquattro estati
Settantotto ombrelloni, quarantaquattro cabine, novantadue coperti. E lo stesso quaderno.
64
Estati
78
Ombrelloni
44
Cabine
92
Coperti
Le tende
Nel 2011, quando Marco e Chiara hanno preso in mano lo stabilimento, la prima cosa che hanno fatto è stata cercare le foto del '62. Le tende erano bordeaux, un bordeaux spento dal sole che negli anni Novanta era diventato prima arancione e poi, per un breve periodo che preferiamo dimenticare, verde acqua.
Sono tornate bordeaux. Il colore l'abbiamo fatto rifare uguale da un tappezziere di Rimini partendo da un pezzo di tela originale trovato in magazzino, e da allora è quello: #7D2027, che sulle nostre fatture continua a chiamarsi «bordeaux Ilario».
Le righe non sono una decorazione. Sono l'unico segno che usiamo: stanno sulle tende, sulle porte delle cabine, sui teli, sui menù e in cima a ogni pagina di questo sito. Chi arriva dal lungomare ci riconosce da duecento metri senza leggere l'insegna, e questo per noi vale più di un logo.